Quando la coppia raddoppia.

Per scrivere questo articolo prenderemo spunto da un film del 2014 che vi consigliamo di vedere, dal titolo “The One I Love” (regia di Charlie McDowell), per fare alcune considerazioni che riguardano la coppia e l’eventualità di intraprendere un percorso di terapia di coppia.

Nel film citato accade che Sophie ed Ethan, sposati probabilmente da qualche anno, decidono di interpellare un terapeuta a causa di una certa stanchezza e allo sfilacciarsi del loro rapporto che, se prima era basato su un coinvolgimento e una complicità entusiasmanti, ora vive di ricordi di un passato che sembra sempre più lontano e difficile da replicare nei suoi momenti migliori, con non ultima l’ombra di un tradimento da parte di Ethan.

Già nell’incipit del film (quando i due raccontano il loro problema al terapeuta) ci sembra di rilevare una criticità che può riguardare alcuni di noi, ovvero quella di cercare di ritrovare, talvolta nella riproposizione di situazioni che ci avevano fatto stare molto bene, un passato perduto con le sue fantastiche emozioni ad esso legate. Riteniamo che la difficoltà nell’operare in tal senso risieda proprio nel cercare di essere nuovamente felici pescando dal “vecchio” e identificando tout-court il nostro benessere psico-fisico con le situazioni che un tempo ci hanno fatto sentire bene. Ecco alcuni esempi tipici tanto per capirci: la vacanza a Tenerife in quel bungalow magnifico vista spiaggia, quella volta che siamo andati al ristorante e poi abbiamo fatto l’amore in un motel, quel giorno che inaspettatamente è arrivato un temporale e ci siamo rifugiati nella casetta diroccata. Questi sono tutti bellissimi ricordi che ci portiamo dietro e che nessuno potrà mai toglierci ma talvolta tendiamo a sottovalutare il fatto che, in quanto esseri umani e non macchine, la nostra felicità e il nostro sentire più in generale non sono la risultante di una somma di circostanze ben distinte, individuabili e scientificamente replicabili. A ciò si aggiunge un ulteriore fattore che complica di molto il tutto: nel tempo siamo soggetti a cambiamento. Cambiano infatti i nostri gusti, le nostre prospettive, la scala di importanza che diamo alle cose, non ultimo il nostro corpo. Oltre a ciò naturalmente dobbiamo anche tenere in conto il mutare delle situazioni di vita in cui siamo immersi: il lavoro, gli amici, il nostro nucleo familiare (pensiamo ad esempio all’arrivo di uno o più figli).

Difficile quindi, per ritrovare un qualcosa che ci sembra perduto oppure anche solo un po’ sfuggito di vista, riportarlo in vita con un approccio matematico/meccanicista!  Sono veramente troppe le variabili che intervengono e che rendono la missione, anche mettendoci tutta la tenacia e la perseveranza immaginabili, pressoché impossibile o comunque destinata ad andare incontro a un risultato poco entusiasmante.

Le domande che potrebbero sorgere allora sono: “Che cosa possiamo fare? È tutto perduto?” La risposta è la seguente “Nulla è perduto e molto può essere fatto!”.  Ma a patto che non perseveriamo nell’agire la strategia sopra citata. Tra le numerose operazioni possibili in una terapia di coppia c’è quella di ricostruire insieme il percorso che ci ha portato a sentire che qualcosa che ci lega all’altro non ha più la stessa intensità e forza coesiva, individuando gli “ostacoli” che talvolta possono frapporsi sul cammino intrapreso sino ad ora col nostro partner. Tali ostacoli talvolta hanno il potere di nascondere od offuscare un sentire ancora vivo e presente. In questo caso, una volta individuati i vincoli, potrebbero essere rimossi dando così nuovo respiro e dinamicità alle risorse auto-riparative della coppia.

Altra opzione consiste nel provare è comprendere se qualcosa in noi è cambiato e in che modo, cercando prima di tutto di dirlo a noi stessi e poi, se necessario, al nostro partner al fine di ricostruire ex novo (e non riproporre meccanicamente come su di un palcoscenico teatrale) le basi per fondare un nuovo corso fatto di serenità e complicità ritrovate.

Se guarderete il film, potrete notare che la soluzione trovata dal terapeuta per la coppia è piuttosto bizzarra nonché, per alcuni versi, molto poco risolutiva (ma generatrice di ulteriori problemi). Anche sotto questo aspetto il film può essere preso come esempio per mettere in evidenza come, in fondo, non è il terapeuta a dover trovare una soluzione per la coppia bensì la coppia stessa, esplorando e quindi seguendo quella che per essa risulta essere la strada più percorribile. Al terapeuta il compito di guidarla nell’esplorazione delle soluzioni più attuabili, fungendo da vero e proprio catalizzatore di processi che talvolta hanno bisogno di una mano per essere nuovamente messi in moto.

Naturalmente la terapia di coppia non si esaurisce ai casi sopra citati, di qui affermiamo la nostra non pretesa esaustività del presente articolo che ha l’obiettivo di mettere in luce soltanto alcuni aspetti riguardanti la terapia di coppia e i problemi che possono affliggere la coppia, cercando di stimolare una riflessione che va ben oltre a quanto detto.

Detto ciò vi auguriamo una buona visione e, nel caso in cui aveste domande, dubbi o chiarimenti da sottoporci riguardo a quanto detto, non esitate a contattarci!

 

Recommended Posts

Lascia un commento